venerdì 29 agosto 2025

Intelligenza e incoscienza

Non voglio fare un discorso ampio su questo tema, non ne sarei in grado. Però ripensavo al mio piccolo programmino di gioventù che faceva giocare il computer a Master Mind (ne ho parlato in questo post).

Le cose che mi colpivano e divertivano erano due. Anzitutto il suo comportamento ai miei occhi risultava intelligente. D'altra parte lo stesso effetto (ben più amplificato) lo si ha per i programmi che giocano a scacchi. Ma la cosa che mi divertiva era che potevo farlo giocare "da solo", cioè formulare una sequenza che poi lui stesso avrebbe dovuto indovinare come se non la sapesse, stabilendo però sempre lui stesso i punteggi delle varie chiamate come se la sapesse.

Ecco, questo alternare il sapere e non sapere un'informazione secondo me è del tutto impossibile ad un essere umano, e in un certo modo mi fa pensare alla questione della coscienza. Cioè, mi viene da pensare che il computer può tranquillamente sapere e non sapere un'informazione perché è del tutto incosciente rispetto a quello che fa e a quello che sa.

Quella modalità del giochino in un certo senso metteva la macchina in una condizione in cui si capiva bene che lei non poteva in alcun modo distinguere tra l'esterno (altro da sé) e sé stessa. Era chiaro che non si poteva individuare come entità che si relaziona con un mondo esterno, una condizione imprescindibile per parlare di coscienza di sé. Credo quindi che in quel vecchio programmino coesistessero in modo abbastanza visibile intelligenza e incoscienza, e che forse questo è estendibile a tutt'oggi anche alle moderne AI.


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