La caratteristica più significativa di quel tipo di cultura che chiamiamo patriarcato è la sua tendenza ad assegnare dei ruoli. Questo lo fa tanto per le donne che per gli uomini. E un ruolo, quale che sia, sta stretto a chiunque, tanto ad una donna quanto ad un uomo. Nella nostra società il patriarcato è sofferto sia da molte donne (non tutte) sia da molti uomini (non tutti). La differenza sta forse nel grado di consapevolezza, maggiore nelle donne che negli uomini. Il fenomeno estremo dei femminicidi ci mostra forse proprio il fatto che le vittime di questo modello culturale sono gli uomini come le donne, anzi, direi che molti uomini in un certo senso soffrono anche di più a seguito della loro minore consapevolezza del problema.
Poi ci sono tuttora sia molte donne che molti uomini che vivono serenamente questa cultura, che l'hanno assorbita e anche utilizzata. Ci vivono bene. Infine ci sono uomini che sono abbastanza estranei a questa cultura e spesso non la vivono, almeno non nelle loro relazioni personali, e ci sono donne che l'hanno superata arrivando a fare più o meno quello che pensavano, come molti cittadini uomini. Una parte di queste ultime hanno spesso la colpa di non vedere il problema proprio perché loro lo hanno superato, si sono arrampicate con le loro forze, ne sono orgogliose e pensano che tutte in fondo abbiano la possibilità di farlo, in barba al patriarcato, e che se non ci riescono in parte è colpa loro.
Sarà per questo che per molte donne (e molti uomini) risulta difficile vedere il patriarcato "nascosto" (ma neanche tanto) in molti discorsi e atteggiamenti. Come nel caso di un intervento di un po' di mesi fa del ministro dell'Istruzione Valditara al Teatro Tor Bella Monaca di Roma. Lui è in piedi e dietro di lui tre donne che ascoltano con espressioni di approvazione stralci del suo discorso in cui è ben chiaro che la donna viene schiacciata in ruoli stereotipati, anche e soprattutto quando viene celebrata. Esempio: "[...] la difficoltà delle ragazze di intraprendere lo studio delle materie STEM è probabilmente dovuto al fatto che è sbagliato il metodo di insegnamento, perché le donne hanno una mentalità più pratica, più concreta, e quindi hanno necessità di partire dalla realtà per arrivare alla teoria […]". Altro esempio: "[...] La dea madre era una donna, la dea della fertilità, la dea della vita, la donna come momento che genera la vita, l’origine del mondo. Voi siete l’origine del mondo, voi siete l’altra metà del cielo. Siate sempre orgogliose di tutto questo [...]". Applausi.
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