sabato 7 novembre 2026

Nexus (prima parte)

Ho cominciato a leggere un libro che mi è stato regalato per Natale (quello passato da quasi un anno). Si tratta dell'ennesimo saggio di Harari sulle vicende umane. Questo libro prende in considerazione le reti sociali, come l'informazione viaggia su queste reti, e come questo aspetto modella le società, sia quelle attuali che quelle della storia. Il libro ad un certo punto comincia a fare delle considerazioni anche sul recente fenomeno dell'intelligenza artificiale. Al momento ho letto solo la prima parte e mi sono fermato, un po' per la lunghezza del testo un po' perché è scritto in modo molto prolisso che appesantisce la lettura. Però nel leggere la prima parte mi sono appuntato alcune osservazioni che mi sembravano interessanti e che riporto in questo blog così come le ho prese durante la lettura (più o meno), commentandole ulteriormente a distanza di un po' di tempo. Confido di leggere un giorno anche la seconda parte (in cui si affronta anche il tema della IA) e magari di appuntarmi anche in quel caso qualche osservazione da riportare in un eventuale altro post.

Di seguito le osservazioni fatte sul testo, che riassumono le considerazioni più interessanti dal mio punto di vista:

1. Noi siamo una specie che ha una grande capacità di far viaggiare informazione - Questa osservazione sembra apparentemente ovvia, e in  generale vera anche per molte altre specie, forse quasi tutte, ma in effetti la grande capacità di comunicare e di farlo in diverse forme e in modo molto sofisticato e complesso è una caratteristica umana peculiare ed è sempre stata determinante per il nostro sviluppo.

2. L'aspetto più importante e significativo dell'informazione è quello di creare comunità umane coese e sempre più grandi - Il fatto che l'informazione crei comunità credo sia in generale vero per qualsiasi specie sociale, ma probabilmente solo nel nostro caso ha permesso di scalare su comunità sempre più ampie. Tra l'altro questa scalabilità all'inizio quasi solo spaziale con l'avvento della scrittura è diventata anche una scalabilità temporale. Abbiamo saputo far viaggiare l'informazione anche nel tempo, e soprattutto su tempi ben superiori alle singole generazioni.

3. L'informazione che viaggia all'interno di comunità umane può avere come obiettivo quello di creare conoscenza, ovvero modelli il più possibile veritieri della realtà. La conoscenza è un grande strumento di sopravvivenza per la specie umana - Qui si parla di conoscenza della specie, ovvero di una conoscenza individuale che tramite l'informazione diventa conoscenza sociale, e con l'informazione scritta diventa Storia.

4. L'informazione può avere l'obiettivo di creare ordine nelle comunità umane, fornire valori comuni, credenze comuni, ideologie comuni, ecc. Questo obiettivo è altrettanto importante per la sopravvivenza della specie umana - Questo è interessante, l'informazione ha la capacità di creare "infrastrutture" di pensiero comuni in cui tutti i soggetti trovano il loro posto.

5. Le "narrazioni" viaggiano nella rete di relazioni umane. Queste narrazioni possono avere come obiettivo la conoscenza, ovvero essere modelli il più possibile veritieri della realtà oggettiva. Ma possono anche avere come obiettivo l'ordine sociale, e in questo caso non si misurano sul loro grado di verità - Questo punto in sostanza rivela un scopo duplice dell'informazione, e a seconda dello scopo l'informazione che viaggia all'interno di una comunità umana può avere a che fare con la "comprensione" del mondo o con la "costruzione" di un mondo.

6. Esistono tre tipi di realtà, la realtà oggettiva (la luna esiste anche se nessun uomo la osserva), soggettiva (quella interiore di ogni individuo), e quella intersoggettiva (che ha senso solo come realtà sociale, ad esempio l'idea di Stato, o Nazione). L'informazione può avere come obiettivo la verità, cioè modelli più o meno accurati della realtà oggettiva, o l'ordine, cioè la costruzione di una realtà intersoggettiva comune - Quello che viene chiamata "realtà intersoggettiva" ha a che fare con la costruzione di un mondo umano che definisce la vita sociale e che ha poco a che fare con la conoscenza del mondo oggettivo. Ma secondo me è abbastanza evidente che le due cose si intersecano inevitabilmente.