Oggi ho avuto un episodio negativo con un cosiddetto "consulente freelance". Ovviamente le generalizzazioni non hanno senso e non sono corrette, ma vorrei, in relazione ad una parte della mia esperienza lavorativa, catalogare un certo tipo di lavoratori con un atteggiamento che è esattamente l'opposto di quello con cui mi piacerebbe avere a che fare. E per di più certe volte questo atteggiamento sembrerebbe essere valorizzato in certe occasioni, almeno professionalmente se non umanamente. Forse si valorizza la competenza, e allora spesso, anche se non sempre, lo si fa con ragione. Ma il mio punto di vista sul lavoro non può prescindere da un giusto bilanciamento tra l'aspetto professionale e quello umano.
Anni fa volevo fare quattro chiacchiere con un consulente per scambiare pareri su certe tecnologie e ottenere qualche informazione utile su cose che conoscevo poco. Nel giro di pochi minuti la chiacchierata si è tramutata in una sorta di "lezione" che il consulente si è auto-incaricato di farmi, senza alcun interesse a scambiare esperienze. Durante questo sproloquio passa casualmente un manager dell'azienda per cui lavoravo e il buon consulente, facendo lo spiritoso (non poteva permettersi un atteggiamento serio altrimenti credo proprio che lo avrebbe fatto), dichiara che per quel giorno aveva fatto "gli straordinari" e che la mia azienda avrebbe dovuto pagarglieli (ma ovviamente si trattava di uno scherzo, perché lui era troppo buono e queste cose le faceva "anche" gratis). Va da sé che non ho più tentato scambi professionali con una persona del genere.
Conoscevo un consulente molto bravo che mi stupiva sempre quando mi chiedeva quante persone conoscevo che facevano il nostro stesso lavoro (insegnavamo un certo tipo di tecnologie informatiche). Io mi limitavo a parlargli di quei due o tre con cui avevo avuto saltuariamente dei rapporti, lui li conosceva tutti (in Italia e alcuni anche all'estero), ma non come colleghi o come persone, bensì come concorrenti. E io ero uno tra questi, era abbastanza evidente.
Oggi un consulente ha scritto una email in risposta ad una mia richiesta che, forse anche in parte non volendo, gettava un po' di merda sul mio lavoro e su quello di alcuni miei colleghi, al solo scopo di allontanare tutte le sue possibili responsabilità. Contemporaneamente pensava di dover dare dei suggerimenti su cose che non potevano essere di sua competenza e trovava anche il modo di sottolineare la "concessione" di questo servizio di "consulenza gratuita". Inqualificabile.
Il "consulente freelance" tipico della mia esperienza ha due aspetti che sicuramente non incontrano il mio gusto personale ma in fondo credo che non siano nemmeno utili a qualsiasi insieme di lavoratori, che sia un piccolo team di lavoro come un'intera azienda. Il primo è l'attenzione a pararsi il culo che vince qualsiasi necessità di collaborazione, il secondo è la tendenza a farsi pagare qualsiasi scoreggia.