domenica 5 luglio 2026

Il bene comune

Sto leggendo l'ultima enciclica papale, Magnifica Humanitas. Il motivo è che tratta l'argomento dell'intelligenza artificiale, e sono curioso di capire come viene trattato l'argomento dalla Chiesa Cattolica, e forse anche di capire perché viene trattato. Non sono ancora arrivato al capitolo che parla di IA ma ho trovato una cosa interessante, e riguarda il concetto di bene comune descritto come possibile "fenomeno emergente" della società intesa come sistema complesso. Ovviamente nei capitoli dell'enciclica non è riportato esplicitamente in questi termini ma a me sembra di riconoscerlo tra le righe.

Tecnicamente un sistema complesso è costituito da tantissime unità interagenti. In un sistema del genere la singola unità può essa stessa avere una struttura complessa (cioè fatta di tante componenti e di tante caratteristiche) ma, ai fini della descrizione che ci interessa, questo livello di complessità del singolo viene ignorata e sostituita da un modello estremamente semplificato dove quello che conta sono solo gli aspetti che definiscono l'interazione del singolo con le altre unità del sistema. E' dalla natura di questa interazione che può nascere un comportamento collettivo tipico del sistema che stiamo osservando. In un post di qualche anno fa facevo l'esempio del cervello umano, costituito da tanti neuroni. Un neurone è una cellula che già di per se è un oggetto estremamente complesso, ma se ignoriamo questa sua complessità interna e ci concentriamo solo sul suo comportamento esterno, ovvero su come interagisce con altri neuroni, otteniamo un comportamento collettivo che produce il fenomeno dell'intelligenza. In fin dei conti questo che ho raccontato in modo estremamente semplificato è anche il principio architetturale in cui si sviluppano le reti neurali, i modelli più efficaci di intelligenza artificiale. 

Orbene, nella prima parte dell'enciclica di Leone XIV si richiamano alcuni principi della Dottrina Sociale della Chiesa (da Wikipedia: "La dottrina sociale della Chiesa Cattolica è l'insieme di principi, teorie, insegnamenti e direttive emanate dalla Chiesa Cattolica in relazione ai problemi di natura sociale ed economica del mondo contemporaneo"). Uno di questi è il bene comune. Secondo la Dottrina Sociale della Chiesa, così come viene spiegata nell'enciclica, il bene comune è un bene che appartiene a tutti, un bene condiviso. Non si lascia ridurre ad un semplice elenco di condizioni o di ostruzioni. Non coincide con la somma dei vantaggi dei singoli, né con l'incrocio dei loro interessi particolari; è un bene più grande che si può costruire solo insieme. In questo senso possiamo dire che "il tutto è più delle parti" e che proprio per questo "la mera somma degli interessi individuali non è in grado di generare un mondo migliore per tutta l’umanità". Esso è frutto dell'interdipendenza. È un plus risultato dell'interazione e dell'influenza reciproca. Se si sommassero semplicemente i beni individuali, non si potrebbe spiegare l'esistenza di questo plus.

Sembra che la società umana sia trattata in modo molto simile ad un sistema complesso, richiamando gli stessi concetti generali e lo stesso linguaggio. Come in un sistema complesso anche in una società umana "il tutto è più della somma delle singole parti", il singolo (la singola unità del sistema) con i suoi interessi individuali (con la sua struttura interna) non è in grado di generare quel plus (quel comportamento collettivo) che possiamo chiamare "il bene comune". E' la "giusta interazione" tra gli elementi dell'insieme che produce questo bene comune. La Dottrina Socia della Chiesa cerca anche di spiegare le qualità di questa giusta interazione.

Forse ci ho ricamato un po' sopra ma mi è piaciuto leggere questo passaggio dell'enciclica.