Mio figlio (23 anni) lamenta che molti suoi coetanei maschi parlano continuamente di tre argomenti: l'economia, il calcio e la fica. Ora, sul calcio e sulla fica niente di nuovo, era vero anche per me ai miei tempi. L'economia però mi pare una novità di questa generazione. Noi non solo non ne parlavamo ma, complice la scuola, eravamo profondamente ignoranti di questi temi, e in buona parte siamo rimasti così, purtroppo.
Da un paio di domande però ho capito che l'economia di cui parlano questi ragazzi non è quella che bisognerebbe capire o almeno su cui bisognerebbe ragionare per capire come funziona la società (quindi mi sa che su questo hanno le nostre stesse ignoranze, ahimè). Quello di cui parlano evidentemente con grande interesse sono semplicemente quell'insieme di tecniche finanziarie più che economiche che servono per l'arricchimento personale scollegato dal lavoro. Ecco, qui mi ritrovo. Perché a me pare che la stessa cosa è successa ad una parte della mia generazione (l'altra parte mantiene un rapporto con l'economia come se si trattasse di una cosa brutta). Più esattamente quelli che si ritengono istruiti parlano di trading online, quelli con meno competenze e/o con una visione più fatalista della realtà, si rivolgono invece al gratta e vinci. E poi c'è chi fa sia l'uno che l'altro, forse perché intuiscono che le due cose non sono poi così differenti.
Rimane quindi intatta la mia delusione di stare in una società (me compreso) che tra le tante ignoranze ha pure questa, quella di non conoscere l'economia, di non avere uno degli strumenti concettuali più importanti per capire la società di cui facciamo parte. Una società che in buona parte non ha gli strumenti per capire sé stessa.
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