domenica 13 settembre 2026

Scissioni psicologiche

Oggi ho scritto un post su Facebook che mi piace riportare in questo blog.

Negli ultimi giorni ho letto parecchie cose molto positive su Emma Bonino (alcune più che altro celebrazioni) e altrettante cose molto negative (ai limiti dell'insulto). Poi, in corrispondenza del venticinquennale dell'attacco alle torri gemelle, ho anche letto cose molto critiche nei confronti di Oriana Fallaci (un analisi critica interessante l'ho anche postata proprio oggi su FB) e ricordo bene quanto fu criticata all'epoca.

In queste occasioni mi stupisce sempre la tendenza a dare un giudizio sulla persona piuttosto che sulle sue idee espresse su precisi avvenimenti (alcune condivisibili altre no, mi pare normale) fino a piegare il racconto dei singoli episodi che le hanno coinvolte in funzione del giudizio complessivo che si vuol dare sulla persona (ma che bisogno c'è? E' pure poco corretto).

Adesso per una strana coincidenza mi trovo ad ascoltare un podcast di Vera Gheno (Amare parole) che cita un post di Alisa Valdes-Rodriguez (Wikipedia la descrive come "an American author, journalist, and film producer") in cui l'autrice parla di Gloria Steinem (storica attivista femminista statunitense), morta recentemente, e di come la sua breve e giovanile collaborazione con la CIA in funzione anticomunista cancelli, nei tanti commenti sui social alla sua morte, una vita fatta di tante altre cose, ben più condivisibili (almeno a parere dell'autrice del post).

Questi episodi mi sembrano in qualche modo legati dalla stessa tendenza a ridurre tutto quello che riguarda una persona ad un unico giudizio, che potrà essere positivo o negativo a seconda della nostra inclinazione (dei nostri bias). La cosa interessante è che ad un certo punto il post spiega questi atteggiamenti parlando di un comportamento psicologico chiamato scissione (dalla psicologa Melanie Klein). "In psicologia, la scissione si verifica quando una persona non riesce a conciliare due verità apparentemente contraddittorie riguardanti la stessa persona. È un segno di un arresto nello sviluppo emotivo e psicologico, e lo stiamo vedendo manifestarsi ora negli Stati Uniti a livello sociale". Direi che non riguarda solo gli Stati Uniti.

Il post continua dicendo che "questa mania di purezza non è serietà morale. È l'opposto. È ciò che fa una nazione dopo che la sua capacità di attenzione è stata ridotta a otto secondi da macchine costruite per rivenderti la tua indignazione. Non puoi tenere insieme due fatti opposti riguardanti lo stesso essere umano in una mente allenata a tenere una cosa alla volta".

Infine poco dopo la sua pubblicazione mi capita di leggere un commento messo da un mio contatto ad un mio post di poco precedente (proprio quell'analisi critica di cui parlo all'inizio) che spara a zero sull'articolo che critica la storica invettiva di Oriana Fallaci al terrorismo islamico per il fatto che è stato scritto da una giornalista della testata Fanpage che, per vecchi motivi legati al covid, secondo l'opinione del mio contatto, non può avere nessuna credibilità e nessuna autorevolezza. Questo però in pratica conferma esattamente l'oggetto del mio post (addirittura qui il giudizio negativo non investe la persona ma un'intera testata giornalistica).


Nessun commento: