lunedì 18 maggio 2026

Ma ti piace?

Lo studio per sua natura è un'attività ludica. Poi, come tutte le attività impegnative, ha bisogno spesso di condizioni al contorno favorevoli: un insegnante bravo con cui si ha un buon rapporto, un libro scritto bene, un ambiente di studio adeguato; tutte condizioni che ti aiutano a costruirti degli obiettivi e a rendere l'attività piacevole. Il divertimento e il gusto rimangono le motivazioni fondamentali per imparare veramente.

Nicola Cabibbo è stato uno dei più importanti scienziati italiani del dopoguerra. Maestro del premio Nobel Giorgio Parisi e lui stesso premio Nobel ingiustamente mancato (vedi un mio vecchio post). Proprio il suo allievo Giorgio Parisi è solito ricordare una frase del suo maestro che restituisce la sua visione dell'attività scientifica e di ricerca come un gioco di pura curiosità guidata dal divertimento: «Perché dovremmo studiare questo problema se non ci divertiamo a risolverlo?»

Qualche giorno fa a lezione di piano jazz il mio maestro mi fa vedere come utilizzare opportunamente degli accordi particolari per aumentare le possibilità dell'improvvisazione. Io pur ammirando quello che fa mi mostro abbastanza sconsolato per la difficoltà di quello che mi sta suggerendo. Lui improvvisamente mi guarda e mi fa: «Lascia perdere la difficoltà. Ma ti piace?»

Si dice giustamente che la conoscenza è la nostra migliore strategia di sopravvivenza. Ma soddisfare la propria curiosità, divertirsi a capire, risolvere problemi, trovare nuovi modi per esprimersi, il divertimento che scaturisce da tutto ciò non è forse anche il miglior modo per vivere bene?


Nessun commento: