Tempo fa un podcast di lettura dei giornali parlava, manco a dirlo, di femminicidi. La cosa interessante era il fatto che tra le ragioni che venivano individuate in queste "anomalie" di comportamento interpersonale e affettivo (chiamiamole così) c'era il controllo dell'altro e, in particolare, le nuove forme di controllo elettronico che possono essere utilizzate.
E' una cosa a cui non avevo pensato, o non l'avevo focalizzata bene, però effettivamente i nuovi strumenti tecnologici permettono delle pratiche di controllo sulle persone che possono rendere tossici i rapporti sociali, un po' a tutti i livelli. L'utilizzo di social può trasformarsi in un controllo capillare dei comportamenti dell'altro, la geolocalizzazione (che pare essere molto utilizzata) è un'altra forma ossessiva che rassicura sia il controllante che il controllato ma finisce per essere una forma degenerata delle relazioni interpersonali.
Forse una parte della colpa è anche dei genitori e del loro comprensibile bisogno di mettere sotto protezione i figli e di ricevere rassicurazioni dai nuovi strumenti a disposizione.
Ma i rapporti sociali SANI, di qualsiasi tipo e a qualsiasi livello, devono basarsi necessariamente sulla libertà e sulla fiducia, non può essere altrimenti. Le forme di controllo minano questa libertà, e sebbene inizialmente possano essere percepite positivamente, alla lunga diventano delle perversioni. Anche da queste cose, che forse vengono sottovalutate, può esercitarsi un residuo di cultura patriarcale inquinante e pericolosa.